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Battaglia sul bando per gli immigrati negli USA

Si è scatenata la battaglia sul bando per gli immigrati negli USA. A colpi di ordini giudiziari e ricorsi, il bando è stato attivato, corretto e sospeso. Probabilmente verrà ripristinato, ma segna un cambiamento importante nella politica d’immigrazione americana.

Ne abbiamo già parlato in un articolo precedente, ma riepiloghiamo i fatti essenziali. Il bando si applica a 7 nazioni:

  • Iran
  • Iraq
  • Somalia
  • Sudan
  • Yemen
  • Siria
  • Libia

E vale indistintamente per tutti gli abitanti di tali Paesi. Non è quindi un bando contro i musulmani come è stato definito da alcuni media. Il fatto che non lo sia è stato anche confermato dallo stesso giudice di Boston che inizialmente ne aveva sospeso alcuni effetti. I sette paesi elencati sopra, benché a maggioranza musulmana, non rappresentano la porzione primaria dell’Islam nel mondo.

La scelta di questi sette paesi deriva da una legge approvata nel 2015 dal parlamento statunitense e quindi aggiornata nel 2016. L’elenco è stato preparato dalla precedente amministrazione Obama e identifica nazioni che sono altamente a rischio.

La natura del rischio e la portata dello scontro

Il pericolo deriva dal fatto che sono Paesi dove non esiste documentazione affidabile per accertare l’identità delle persone. E’ molto facile ottenere passaporti falsi e documenti falsi. Di conseguenza i 60.000 visti che erano stati concessi sono altamente sospetti e sono stati temporaneamente sospesi.

Ora, con un recente ordine giudiziario, il bando è stato sollevato temporaneamente. Rimane il fatto che la battaglia è destinata a continuare e che l’amministrazione Trump cercherà in ogni modo di ripristinarlo.

Lo scontro va la di là del politico e si estende a buona parte dell’industria informatica. Tra le aziende che pubblicamente si sono opposte a questo bando troviamo Google, Amazon, Microsoft, Uber, Apple e Facebook. Alcune di queste hanno anche dichiarato di voler avviare azioni illegali.

Sostengono che molti loro dipendenti provengono da tali paesi oppure che hanno parenti che provengono da queste località. In realtà, come vedremo in un articolo successivo, lo scontro è molto più ampio.

Effetti sull’Italia e sugli italiani

Dopo la confusione delle prime ore di attuazione del bando, sono stati chiariti alcuni punti chiave. Chiunque possegga una carta verde oppure un passaporto di una nazionalità diversa dalle 7 indicate sopra non è toccato dal bando.

Qualsiasi italiano che possa quindi viaggiare negli USA con passaporto valido e un ESTA oppure un visto validi potrà entrare senza problemi. Rimangono attivi tutti gli altri criteri di filtro in ingresso verso gli USA che valevano anche prima.

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