Investire negli Stati Uniti, emigrare e lavorare negli USA - Roberto Mazzoni

Conquistare il sogno americano negli Stati Uniti o da casa propria

Come cambia l’immigrazione negli USA con Donald Trump

L’immigrazione negli USA è uno dei temi centrali nella campagna presidenziale del neo-eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. E’ la prima volta che un presidente statunitense affonta di petto il problema degli immigrati illegali e che propone una serie di passi molto precisi.

Anzi, il tema dell’immigrazione compare in ben quattro dei 28 punti elencati nel piano dei primi 100 giorni d’insediamento. Questo è il documento programmatico che ha portato all’elezione di Donal Trump. E’ il “contratto” firmato con gli elettori. Definisce le priorità del nuovo presidente e la direzione in cui gli Stati Uniti vogliono andare.

Gli interventi immediati sull’immigrazione

Dei 28 punti menzionati sopra, sedici verranno attuati sin dal primo giorno dell’insediamento del nuovo presidente. Tre di questi contengono direttive specifiche in materia d’immigrazione. Vediamole nel loro contenuto originale e integrale.

“Additionally, on the first day, I will take the following five actions to restore security and the constitutional rule of law:

[In aggiunta, nel mio primo giorno, prenderò le seguenti cinque azioni per ripristinare la sicurezza e lo stato di diritto costituzionale]

* THIRD, cancel all federal funding to Sanctuary Cities

[TERZO, cancellare tutti i finanziamenti federali alle Città Santuario]

* FOURTH, begin removing the more than 2 million criminal illegal immigrants from the country and cancel visas to foreign countries that won’t take them back

[QUARTO, iniziare la rimozione dalla nazione di oltre 2 milioni di immigranti illegali criminali e cancellare i visti dei paesi stranieri che si rifiuteranno di riaccoglierli]

* FIFTH, suspend immigration from terror-prone regions where vetting cannot safely occur. All vetting of people coming into our country will be considered extreme vetting.”

[QUINTO, sospendere l’afflusso di immigrati dalle regioni che sono inclini al terrorismo e dove non sia possibile eseguire un controllo sicuro delle credenziali. L’esame delle credenziali di qualsiasi persona che entri nel nostro paese sarà considerato scrutinio estremo].

Come vediamo sono tre interventi importanti che modificheranno da subito l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti dell’immigrazione. In particolare l’attenzione si concentrerà sugli immigrati illegali.

Interventi sulle città santuario

Le cosiddette città santuario sono in totale 31 e offrono un asilo relativamente sicuro agli immigrati illegali. In queste città, le forze dell’ordine e la magistratura locale non intervengono nei loro confronti . Diventa quindi impossibile per i funzionari dell’Immigration and Customs Enforcement far applicare le leggi d’immigrazione che già esistono.

Ricordiamo che l’autorità competente in materia d’immigrazione negli Stati Uniti è Homeland Security. Si tratta dell’equivalente americano del nostro ministero degli Interni. L’ICE, Immigration and Customs Enforcement, è quella branca di polizia federale dedicata a indagare e intervenire in materia d’immigrazione illegale.

Per poter operare efficacemente, ICE ha bisogno della collaborazione attiva della polizia locale. Negli USA quest’ultima dipende direttamente dal sindaco di ciascuna città e non è un organismo federale. Nelle città santuario diventa quindi facile per un immigrato illegale vivere e lavorare senza il timore di essere espulso.

La più importante di queste città è San Francisco, ma nell’elenco troviamo anche New York, Miami, Los Angeles, Washington, Chicago, Dallas, Seattle. In ciascuna di esse esistono ordinanze comunali che impediscono alla polizia di fare domande alle persone sul loro status immigratorio.

Tagliando i finanziamenti federali alle città santuario, Donald Trump intende convincere i funzionari locali a collaborare. Attraverso la loro collaborazione diventerà quindi più facile espellere gli immigrati illegali, sopratutto i criminali.

Rimozione immediata degli illegali criminali

Donald Trump vuole eliminare immediatamente dal territorio statunitense qualsiasi immigrato che abbia commesso crimini negli USA. Non si riferisce quindi all’espulsione dei numerosi altri illegali che sono presenti sul territorio. L’attenzione immediata sarà su coloro che hanno già commesso crimini contro cittadini statunitensi.

L’espulsione di queste persone si è dimostrata spesso difficile in passato. Complice di tale fatto il rifiuto a collaborare della polizia nelle città santuario. Inoltre, anche quando questi immigrati venivano catturati ed espulsi, rientravano negli USA per commettere altri crimini.

Trump sostiene che ce ne siano almeno due milioni sul territorio statunitense. La loro immediata espulsione porterebbe naturalmente a un ripristino dell’ordine pubblico nelle aree in cui vivono. La polizia delle città santuario dovrebbe collaborare. Infatti le ordinanze locali di tali città proibiscono l’intervento su chi ha violato le sole leggi d’immigrazione. Tuttavia la resistenza in generale a fermare e indagare immigrati rende difficile individuare anche i criminali.

Il nuovo presidente intende trovare questi criminali, arrestarli ed espellerli. Nel caso in cui la loro nazione di origine rifiutasse di accoglierli, cancellerà tutti i visti concessi a tale nazione.

Sono misure drastiche, che tuttavia mirano a ripristinare uno stato di diritto. L’obiettivo immediato è di far rispettare leggi già esistenti, non svilupparne di nuove.

Massimo scrutinio delle credenziali di chi chiede un visto

Il terzo intervento immediato in campo d’immigrazione riguarda il blocco dell’afflusso di rifugiati da paesi che sono vicini alle attività di terrorismo. Qui ci si riferisce soprattutto alla Siria, in questo momento. Tuttavia varrà anche per qualsiasi altra nazione che ospiti movimenti estremisti.

L’Italia non è naturalmente interessata da questa parte di intervento, ma è interessata dalla seconda parte. Qui Donald Trump richiede uno scrutinio estremo di chiunque voglia entrare negli USA.

La frase non si riferisce esplicitamente ai rifugiati, ma a chiunque voglia entrare negli Stati Uniti. Credo questa direttiva urgente avrà effetto immediato sulla concessione di visti. Già da oggi, prima ancora che Donald Trump entri alla Casa Bianca. Nel video abbinato a questo articolo spiego perché.

Riforme legislative che verranno dopo

Nei primi 100 giorni, Donald Trump vuole attivare una serie di riforme legislative. Una di queste riguarda direttamente il campo dell’immigrazione. Ne riportiamo il testo integrale di seguito.

“End Illegal Immigration Act Fully-funds the construction of a wall on our southern border with the full understanding that the country Mexico will be reimbursing the United States for the full cost of such wall; establishes a 2-year mandatory minimum federal prison sentence for illegally re-entering the U.S. after a previous deportation, and a 5-year mandatory minimum for illegally re-entering for those with felony convictions, multiple misdemeanor convictions or two or more prior deportations; also reforms visa rules to enhance penalties for overstaying and to ensure open jobs are offered to American workers first”.

Sostanzialmente, il nuovo presidente vuole costruire un muro con il Messico. Tale barriera dovrebbe ridurre l’afflusso di immigrati illegali e ripristinare il controllo su ciò che entra ed esce dagli Stati Uniti. Questa decisione va di pari passo con la volontà di rinegoziare il NAFTA.

Si tratta del North American Free Trade Agreement che liberalizza il traffico di merci tra Stati Uniti, Messico e Canada. Trump intende rinegoziarlo al fine di riportare posti di lavoro negli Stati Uniti. Intende anche usare il muro per far rispettare qualsiasi nuovo trattato e arginare l’immigrazione. Infine è sua intenzione far pagare la costruzione del muro al Messico.

Il punto di programma riportato sopra copre anche diversi interventi giudiziari nei confronti di chi rientra negli USA dopo essere stato espulso. Ma, cosa ancora più importante, chiede un inasprimento delle pene per chi si ferma negli USA oltre i termini concessi dal proprio visto.

L’attuazione di queste misure richiederà una revisione delle leggi correnti. Dovrà quindi essere realizzata con la collaborazione del Congresso e della Camera dei Rappresentanti. Oggi entrambe le due ali del parlamento statunitense sono controllate al momento dai repubblicani. Ciò dovrebbe semplificare il percorso di queste riforme e permetterne la realizzazione entro i 100 giorni promessi dal neo-presidente.

Roberto Mazzoni

Altri articoli correlati

L’avvocato spiega l’ESTA in parole semplici

Chi ottiene davvero la Carta Verde

 

Comments