Investire negli Stati Uniti, emigrare e lavorare negli USA - Roberto Mazzoni

Conquistare il sogno americano negli Stati Uniti o da casa propria

Messaggio speciale ai lettori di “Voglio vivere così”

Pochi giorni fa il portale italiano voglioviverecosi.com ha pubblicato un articolo sulla storia della mia famiglia e dell’avventura che tutti insieme abbiamo deciso di condividere trasferendoci in Florida, sul Golfo del Messico per intraprendere una vita diversa e creare una nuova attività imprenditoriale (qui potete leggere l’articolo).

Un nuovo futuro si costruisce con la giusta conoscenza.

Un nuovo futuro si costruisce con la giusta conoscenza.

Molti lettori di “Voglio Vivere Così” mi hanno scritto negli ultimi due giorni e molti di loro si sono iscritti a questo sito, interessati nel capire come replicare questo sogno.

Ho risposto a ciascuno di loro e riponderò a chiunque mi scriva, individualmente, perché ogni storia è diversa e una decisione tanto importante richiede tutta la mia attenzione. Ho però deciso di scrivere questo articolo al volo, prima di uscire per una giornata che sarà molto intensa, a caccia di nuovi affari, per trasferire a tutti voi un messaggio importante.

Non è indispensabile trasferirsi negli Stati Uniti per cominciare a vivere il sogno americano. Conosco numerose persone che operano nel mio stesso settore e che lo fanno da casa propria e vengono negli Stati Uniti periodicamente per sviluppare contatti e per imparare cose nuove. C’è chi vive in Europa, c’è chi vive in Giappone, conosco persino una persona che vive in Nuova Zelanda.

Porre le basi per la vostra indipendenza economica

Potete quindi cominciare a porre le basi per la vostra indipendenza economica direttamente da casa vostra, preparando le basi per un trasferimento definitivo negli USA oppure costruendovi un’alternativa al vostro lavoro attuale senza lasciare l’Italia in modo definitivo, ma venendo in America periodicamente, a godervi il risultato del vostro lavoro e a sviluppare la vostra attività a nuovi livelli.

Naturalmente non potete farlo da soli: vi serve la guida, la consulenza e il training di qualcuno che l’ha fatto e che lo sta già facendo ai massimi livelli e che, come italiano, oggi insegna anche agli americani come si fà.

Non voglio essere campanilista, ma noi italiani abbiamo una marcia in più e possiamo sbancare il banco quando entriamo con la nostra inventiva e la nostra determinazione in un mercato grande e dinamico come quello statunitense.

“Stay tuned”, restate in ascolto, perché voglio sviluppare un percorso di training appositamente per voi. Ora devo scappare, ma ci risentiamo presto.

Roberto Mazzoni

P.S. mi farebbe molto piacere se rispondeste a questo post con un commento sugli argomenti che vorreste approfondire personalmente.

Comments

  1. buona sera Sig Mazzoni
    in riferimento a quanto letto le vorrei sottoporre una considerazione fatta da alcuni analisti americani specializzati nel settore immobiliare: si parla di previsioni per il mercato statunitense che vedono una leggera crescita durante l’anno 2010, ma dal 2011 fino alla metà del 2012 si prevede una seconda ondata di crisi dove le case perderanno un 30 % del loro valore.
    Cosa ne pensa?

    Complimenti in ogni caso per la sua attività e la sua scelta di vita.

    Marcello

  2. Grazie dei complimenti. La crisi immobiliare residenziale durerà probabilmente per altri 5 anni, almeno. E’ difficile fare previsioni sull’andamento dei prezzi anche perché le medie nazionali hanno poco significato e gli andamenti cambiano moltissimo da stato a stato e da città a città in ogni dato periodo. Per esempio in questo momento ci sono alcuni stati dove la crisi è quasi inesistente e dove i prezzi continuano a salire, altri invece dove la crisi ha raggiunto la sua maturità e vediamo una certa stabilità con un leggero rialzo.

    Guardando alla Florida, su Miami, ad esempio, ci aspettiamo altri due anni di discesa dei prezzi mentre nella Florida centrale i prezzi sono ormai abbastanza stabili e in alcune località hanno cominciato a risalire.

    Quel che conta in ogni caso è scegliere il mercato giusto e soprattutto il prezzo di acquisizione giusto. Ad esempio se comperiamo, ristrutturiamo e rivendiamo in sei mesi o un anno, non importa quali saranno i prezzi tra tre anni, ma la differenza tra il prezzo di acquisto odierno, i costi di ristrutturazione e il prezzo di rivendita finale. L’americano che compera la casa con il mutuo prima casa oggi è finanziato al 97,5% dallo stato perciò non ha nessuna preoccupazione sul valore della casa nel medio periodo.

    Se invece acquistiamo per tenere e affittare di nuovo quel che conta è il prezzo di acquisto. Se comperiamo al 50% del valore attuale e ipotizziamo anche un calo del 30% in due anni, resta comunque un differenziale positivo del 20% più gli incassi degli affitti che avremo percepito da qui a due o tre anni che sono pari a un altro 20 o 30% del valore.

    Secondo me il calo sarà molto più moderato. Già oggi le case vengono vendute al 70 o 60% del loro costo di sostituzione, vuole dire che costano molto meno di quel che si spenderebbe per costruirle. E’ una bolla al contrario che mette un enorme potenziale nelle mani di chi può tenere gli immobili per cinque anni almeno oppure per chi può comperare e rivendere a ciclo continuo.

    Senza contare fli sconti fiscali e l’effetto cambio. E’ proprio in periodi come questo che i più grandi investitori hanno costruito le loro richezze: comperando molto basso, rivendendo subito o mettendo a profitto con l’affitto per il medio lungo periodo.

    Spero di averle risposto in modo completo. E la ringrazio del commento.

  3. gentile sig. mazzoni volevo sapere siete organizzati per seguire eventuali investitori, o se avete istituito una sorta di società in cui qualcuno investi inquote
    grazie
    gennaro

  • gennaro

    gentile sig. mazzoni volevo sapere siete organizzati per seguire eventuali investitori, o se avete istituito una sorta di società in cui qualcuno investi inquote grazie gennaro
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  • Marcello

    La ringrazio per la risposta esaustiva e le auguro buon lavoro. Marcello
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  • Marcello

    buona sera Sig Mazzoni in riferimento a quanto letto le vorrei sottoporre una considerazione fatta da alcuni analisti americani specializzati nel settore immobiliare: si parla di previsioni per il mercato statunitense che vedono una leggera crescita durante l'anno 2010, ma dal 2011 fino alla metà del 2012 si prevede una seconda ondata di crisi dove le case perderanno un 30 % del loro valore. Cosa ne pensa? Complimenti in ogni caso per la sua attività e la sua scelta di vita. Marcello
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    • Roberto Mazzoni robertomazzoni.tv

      Grazie dei complimenti. La crisi immobiliare residenziale durerà probabilmente per altri 5 anni, almeno. E' difficile fare previsioni sull'andamento dei prezzi anche perché le medie nazionali hanno poco significato e gli andamenti cambiano moltissimo da stato a stato e da città a città in ogni dato periodo. Per esempio in questo momento ci sono alcuni stati dove la crisi è quasi inesistente e dove i prezzi continuano a salire, altri invece dove la crisi ha raggiunto la sua maturità e vediamo una certa stabilità con un leggero rialzo. Guardando alla Florida, su Miami, ad esempio, ci aspettiamo altri due anni di discesa dei prezzi mentre nella Florida centrale i prezzi sono ormai abbastanza stabili e in alcune località hanno cominciato a risalire. Quel che conta in ogni caso è scegliere il mercato giusto e soprattutto il prezzo di acquisizione giusto. Ad esempio se comperiamo, ristrutturiamo e rivendiamo in sei mesi o un anno, non importa quali saranno i prezzi tra tre anni, ma la differenza tra il prezzo di acquisto odierno, i costi di ristrutturazione e il prezzo di rivendita finale. L'americano che compera la casa con il mutuo prima casa oggi è finanziato al 97,5% dallo stato perciò non ha nessuna preoccupazione sul valore della casa nel medio periodo. Se invece acquistiamo per tenere e affittare di nuovo quel che conta è il prezzo di acquisto. Se comperiamo al 50% del valore attuale e ipotizziamo anche un calo del 30% in due anni, resta comunque un differenziale positivo del 20% più gli incassi degli affitti che avremo percepito da qui a due o tre anni che sono pari a un altro 20 o 30% del valore. Secondo me il calo sarà molto più moderato. Già oggi le case vengono vendute al 70 o 60% del loro costo di sostituzione, vuole dire che costano molto meno di quel che si spenderebbe per costruirle. E' una bolla al contrario che mette un enorme potenziale nelle mani di chi può tenere gli immobili per cinque anni almeno oppure per chi può comperare e rivendere a ciclo continuo. Senza contare fli sconti fiscali e l'effetto cambio. E' proprio in periodi come questo che i più grandi investitori hanno costruito le loro richezze: comperando molto basso, rivendendo subito o mettendo a profitto con l'affitto per il medio lungo periodo. Spero di averle risposto in modo completo. E la ringrazio del commento.
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