Investire negli Stati Uniti, emigrare e lavorare negli USA - Roberto Mazzoni

Conquistare il sogno americano negli Stati Uniti o da casa propria

Muro contro gli immigrati illegali negli USA

Inizia la costruzione di un muro contro gli immigrati illegali negli USA. Il progetto era già nell’aria e più volte era stato promesso durante la campagna presidenziale del nuovo presidente.

Perciò, a pochi giorni dal giuramento, Trump ha mantenuto fede al proprio impegno pubblicando un Executive Order (ordine esecutivo) in materia. Il titolo originale del documento è “Executive Order: Border Security and Immigration Enforcement Improvements“.

Si basa sul principio fondamentale, più volte ripetuto da Trump, che sta alla base della sua politica in materia d’immigrazione.

“Una nazione senza confini non è una nazione”

In pratica, nessuno stato sovrano può definirsi tale a meno che protegga i propri confini e impedisca l’ingresso di elementi indesiderati.

La scia di morte lasciata dall’immigrazione illegale

Nel documento presidenziale, si chiarisce che la sicurezza dei confini è un elemento assolutamente critico per la sicurezza nazionale. Il continuo afflusso di immigrati illegali costituisce un grave pericolo sia per lo stato sia per i singoli cittadini.

Questa massa costante di persone che varcano il confine meridionale in modo clandestino porta con sé elementi della criminalità organizzata. In particolare favorisce il traffico di droga e di esseri umani (human trafficking). Il che comporta anche il transito continuo di denaro contante e armi.

C’è chi varca il confine statunitense con l’obiettivo specifico di danneggiare americani. Questo può avvenire nella forma di terrorismo, di droga e di criminalità generalizzata. E’ dimostrabile che l’afflusso non controllato di immigrati clandestini lasci dietro di sé una scia di morte.

L’ordine esecutivo costituisce quindi una misura di sicurezza a tutela della vita e non una semplice mossa politica. Il documento mette in atto una legge federale approvata nel 2006 e chiamata “Secure Fence Act“. Era stata promossa da George W. Bush e quindi attuata dallo stesso Obama. Aveva portato alla costruzione di una staccionata divisoria tra Messico e Stati Uniti che copre una parte del percorso del confine.

In totale di tratta di 700 miglia di barriera che rendono più difficile il passaggio clandestino da un Paese all’altro. Coprono circa metà del confine effettivo e quindi non sono sufficienti a controllare il passaggio di clandestini.

Alta tecnologia e nuovo personale per sorvegliare il muro

L’ordine esecutivo firmato da Trump richiede anche l’assunzione di 5.000 nuovi agenti di frontiera e l’installazione di sistemi di sorveglianza sul muro. Il governo statunitense è consapevole che non basta erigere un muro. Servono sistemi moderni per tenere sotto costante controllo l’enorme estensione del confine meridionale.

Trump ha più volte chiarito che non vuole una semplice “staccionata”, ma un vero e proprio muro che sia difficilmente penetrabile. La prima fase sarà di preparare il progetto dell’immesa opera. Il secondo passo sarà naturalmente lo stanziamento dei fondi necessari per finanziarla.

La costruzione vera e propria comincerà tra qualche mese probabilmente. Nel frattempo l’ordine esecutivo sancisce il ripristino immediato della procedura di cattura ed espulsione di qualsiasi clandestino che cerchi di passare il confine.

Di fatto, si liberano le mani ai funzionari di confine che finora erano stati costretti a lasciare liberi su territorio statunitense i clandestini catturati. Permette il ripristino dell’ordine legale in prossimità del confine e riattiva completamente la funzione preventiva e di pronto intervento delle forze dell’ordine.

Gli effetti presenti e futuri della barriera

Questa mossa da parte di Donald Trump ha già prodotto effetti importanti. In primo luogo l’efficienza delle guardie di confine è aumentata drasticamente. Dopo soli due giorni dalla pubblicazione dell’ordine esecutivo, sono già stati esauriti tutti i posti nelle prigioni di frontiera.

I clandestini catturati vengono ospitati in strutture temporanee nell’attesa di essere rimandati in Messico. Il flusso dell’immigrazione clandestina è naturalmente diminuito con un riflusso della criminalità in territorio messicano.

Il governo messicano ora si trova a dover fare i conti con una contro-offensiva dei cartelli della droga che cercano di mantenere le prerogative avute sinora. Deve anche fare i conti con il governo statunitense che intende finanziare la costruzione del muro con i soldi del governo messicano.

Secondo il presidente Donal Trump, infatti, il Messico sarà il primo a trarre beneficio dalla costruzione di un muro efficace. La gran parte dei criminali che attraversano il confine provengono in realtà dal Centro America e affluiscono in Messico come punto di transito.

Una barriera efficace funzionerà anche da deterrente nei confronti di queste gang, che non avranno più incentivi ad entrare in territorio messicano. Trump sostiene inoltre che il Messico trae grandi vantaggi dal commercio con gli Stati Uniti e che perciò dovrebbe compensare tali vantaggi finanziando questa massiccia opera pubblica.

Si tratta di un cambio radicale nella politica americana nei confronti dell’immigrazione illegale. Un cambiamento che porterà enormi benefici economici e di sicurezza per il Paese. Benefici se si cominciano a notare già in questi giorni con un aumento dei posti di lavoro negli USA e una crescita costante dell’economia statunitense.

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