Cyber Economy - Cyber Security - Crypto Economy - Roberto Mazzoni

L'economia digitale come nuova piattaforma competitiva mondiale

L’Italia cerca di cavalcare l’innovazione consentita dal modello blockchain con un disegno di legge approvato alla fine dello scorso anno e dedicata alla Distributed Ledger Technology. Il documento riconosce la validità legale dei documenti registrati con blockchain, paragonandoli all’autorità conferita da un notaio.

Mancano ancora le norme applicative e non sono ancora stati definiti i criteri pratici per costruire smart contracts, vale a dire contratti intelligenti che garantiscano in automatico l’esecuzione di una transazione. Si tratta tuttavia di un primo passo importante per portare l’Italia nel contesto della crypto economy.

Le cryptocurrencies e la cryptoeconomy sono qui per restare. Già nel 2014, Mark Andreessen, inventore di Mosaic, il primo vero browser grafico per il Web, e imprenditore di grande successo dichiarava: “Nell’arco di 20 anni, parleremo di Bitcoin come oggi parliamo di Internet”.

Blockchain e crypto: una storia che si ripete

All’inizio del millennio, molti degli “esperti” di economia erano convinti che Internet sarebbe stata una bolla passeggera. Credevano che Amazon non avrebbe avuto futuro e che le persone non avrebbero mai davvero usato Internet come strumento per acquistare, vendere, divertirsi e comunicare.

Oggi Amazon è uno degli operatori principali nel contesto del commercio mondiale. Jeff Bezos, il suo fondatore, è l’uomo più ricco del mondo. Il fatturato dell’ecommerce pesa per il 10% del commercio nel mondo.

Blockchain presenta lo stesso potenziale di trasformazione e fa leva sulle sue peculiarità tecnologiche che comprendono:

  • Totale trasparenza delle transazioni con registrazioni in migliaia di copie
  • Bassi costi di registrazione e transazione, senza il bisogno di intermediari
  • Accesso per tutti ai sistemi di pagamento con portata globale, basta avere un telefonino
  • Massima robustezza contro i cyber- attacchi

Questo ha portato almeno il 50% delle più importanti software house nel mondo ad avviare progetti su tale piattaforma. Tutte le banche e le istituzioni finanziarie stanno portando avanti progetti più o meno ufficiali in questa direzione.

L’Italia ha anche varato un fondo di 1 miliardo di euro destinato alle aziende italiane che vogliano cominciare a sviluppare in questo campo. A tali aziende verrà anche riconosciuta un’agevolazione fiscale importante.

Le tasse raccolte da queste aziende confluiranno nuovamente nel fondo per garantire la continuazione del progetto anche in futuro.

L’Italia è quindi lanciata verso un futuro di cryptoeconomy e verso un impiego sempre più pervasivo della tecnologia blockchain. Vedi anche il progetto MISE: gruppi di lavoro su intelligenza artificiale e blockchain.

Roberto Mazzoni

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