Cyber Economy - Cyber Security - Crypto Economy - Roberto Mazzoni

L'economia digitale come nuova piattaforma competitiva mondiale

Pregi e difetti della cryptoeconomy

Il mondo della cryptoeconomy è vastissimo e continua a svilupparsi ogni giorno. In un contesto tanto dinamico, è difficile scegliere su cosa investire e quando farlo. Si tratta di decisioni strettamente personali che devono basarsi su una ricerca informata.

Rimane il fatto che si tratta di un universo con potenzialità enormi che non può essere ignorato. Tutte le principali società di sviluppo software si sono lanciate nel settore. Non c’è una sola banca che non abbia un progetto in questa direzione. Infine i governi stanno decidendo che tipo di atteggiamento tenere nei confronti di questo nuovo settore economico.

L’estrema fluidità e volatilità è la caratteristica primaria di tale ambiente. Ma proprio grazie a tale volalitità, è possibile conquistare posizioni che altrimenti ci precluse. Si offrono opportunità difficilmente ripetibili.

La cryptoeconomy ricalca i passi di Internet

Chi ha vissuto la nascita di Internet alla fine degli Anni Novanta, ricorda il fiorire di aziende e l’incredibile rivalutazione della borsa. Non passava giorno senza che nascesse una nuova start-up. Anche le aziende più tradizionali erano state contagiate dalla febbre della cosiddetta “new economy”. Dopo anni di disinteresse, improvvisamente pareva che tutti avessero improvvisamente compreso le potenzialità del Web.

L’attacco alle Torri Gemelle e il successivo crollo della borsa, riportò tutti con i piedi per terra, ma nonostante i contraccolpi, Internet non si fermò. Oggi è parte integrante e primaria di qualsiasi business e nessuno si sognerebbe di negarne il valore.

Lo stesso sta succedendo per la cryptoeconomy. Dopo una partenza difficile nel 2008 e 2009, in risposta alla grande crisi immobiliare statunitense, il settore si è sviluppato e consolidato. Ciò è accaduto nonostante le violente fluttuazioni nei valori delle cryptocurrencies e nonostante il moltiplicarsi di truffe e attacchi informatici.

Banche e investitori istituzionali sono a bordo

Le banche hanno già adottato uniformemente la tecnologia informatica che sta alla base di questa nuova economia: blockchain. Si tratta di un database distribuito che nasce per registrare transazioni in modo altamente sicuro. Molte di loro hanno anche incominciato a utilizzare le cosidette “stable coins”. Si tratta di cryptocurrency il cui valore è ancorato al dollaro.

Non soffrono delle stesse fluttuazioni che sono tipiche di altre monete digitali, come ad esempio Bitcoin ed Ethereum. Permettono di trasferire denaro rapidamente ed economicamente tra banche diverse, in nazioni diverse.

Molti fondi di investimento istituzionali hanno scelto le cryptocurrencies come strumento d’investimento alternativo rispetto ad altri beni. Infatti quando la borsa soffre, è possibile compensare le perdite con la rivalutazione delle monete digitali.

Infine alcuni governi hanno già cominciato a tassare i guadagni ottenuti in questo ambito. Si crea quindi un canale economico ufficiale e alternativo rispetto ad altri metodi di investimento.

Numerose applicazioni pratiche

La cryptoeconomy apre nuove finestre di applicazione. La prima consiste nell’offrire strumenti finanziari e di pagamento ai quasi due milardi di persone che nel mondo non hanno un conto in banca. La seconda riguarda i pagamenti online che oggi possono essere molto più economici.

Abbiamo quindi gli “Smart Contract”. E’ possibile impostare via software le regole per l’esecuzione del contratto e quindi subordinare il rilascio di fondi al completamento dello stesso.

Seguono infine molteplici applicazioni di blockchain per aumentare la sicurezza dei sistemi informatici, inclusi i dispositivi che ormai riempiono le nostre case.

Roberto Mazzoni

Comments

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.